LOCRI EPIZEFIRI Celebrati i vent’anni dal riconoscimento di museo nazionale, nel nome di Gaspare Oliverio

di Gianluca Albanese

LOCRI – Con una cerimonia assai partecipata, il museo e parco archeologico di Locri Epizefiri, questo pomeriggio ha celebrato il ventennale del riconoscimento come museo nazionale, dedicando la giornata a un’insigne figura dell’archeologia nazionale e internazionale che col suo lavoro ha contribuito a rendere ancora più importante questo sito archeologico, ovvero Gaspare Oliverio.

Davanti a una folta platea, nella quale erano presenti anche i pronipoti di Oliverio, la direttrice Rossella Agostino ha fatto gli onori di casa, sottolineando l’intimo legame tra il museo e il territorio «Che – ha detto – sono complementari l’uno con l’altro».

Quindi, ha introdotto i relatori, prima era tutti l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Locri Anna Sofia,  che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale per lo sviluppo dei musei e siti archeologici cittadini, evidenziando la presenza «Di una scuola d’eccellenza – ha detto – come l’istituto alberghiero e la significativa presa di posizione del Ministero dei beni Culturali, che ha sancito la necessità per il museo cittadino di Locri di avere tutti i reperti in tempi brevi dopo l’azione di restauro, ridando centralità all’archeologia locridea, ed è una notizia – ha detto – che accogliamo con grande gioia».

La docente universitaria de “La Sapienza” di Roma Maria Letizia Lazzarini ha tracciato un profilo biografico di Gaspare Oliverio «Nato a San Giovanni in Fiore nel 1887 – ha ricordato – e figura eminente dell’archeologia nazionale e internazionale che negli anni della gioventù seguì gli scavi di Creta per poi dedicarsi alle esplorazioni archeologiche di Cirene in Libia, diventando prima ispettore e poi soprintendente , pubblicando quattro volumi tra il 1932 e il 1936 dal titolo “Documenti antichi dell’Africa Italiana” per poi intraprendere una carriera universitaria che lo portò a scalare le vette del mondo accademico prima a Firenze e poi alla “Sapienza” di Roma. Negli anni ’50, poi, iniziò gli scavi a Locri alla ricerca dell’antica Epizefiri”.

Particolarmente appassionato l’intervento dell’accademica dei Lincei Lisa Lissi Caronne, che fu allieva di Oliverio e ha ricordato come «lasciò la vita sul campo di scavi», da grande appassionato di archeologia nelle colonie spartane, come la Cirenaica e, appunto, la stessa Locri.

Un uomo che fece di tutto per gli scavi di Locri, anche la costruzione di argini per impedire l’allagamento dei reperti archeologici dopo l’alluvione del ’51, prima di perdere la vita a metà di quel decennio».

Dopo una descrizione minuziosa dei lavori svolti insieme a Gaspare Oliverio a Locri, come parte di una ristretta equipe di ricercatori, la Lissi Caronne ha lasciato la parola a Claudio Sabbione, già direttore archeologo della Soprintendenza Archeologica della Calabria e alla direttrice del polo museale della Calabria Angela Acordon.

Una bella giornata di festa, dunque, per uno dei maggiori tesori archeologici della regione, culminata con l’inaugurazione del punto di ristoro, utile ai numerosi visitatori del parco archeologico.

1 Commento
  1. Il servizio sul “ventennale” del Museo di Locri (26 Ott.) sembra un po’ riduttivo: meriterebbe forse qualche approfondimento, per le cose dette e per quelle non dette. Eccellente Elisa (non Elena) Lissi su Gaspare Oliverio e Locri: continua a far luce, a distanza di 64 anni, sul Nostro (e non solo) Archeologo e su Locri Epizephirii, superando reticenze ed interpretazioni non adamantine, decennali, di studiosi anche un po’ “distratti”. C’è tempo per rimediare? I Comuni di Locri e San Giovanni in Fiore dovrebbero accorgersi che Elisa Lissi, degna studiosa ed allieva di Gaspare Oliverio, il Gigante Silano, merita il conferimento della Cittadinanza onoraria dei due Centri. Ci sarebbe qualcosa da dire sia sull’intervento di Sabbione (Musei Civici e Locri / Città-Magno-Greca) sia, come avvenuto a margine del convegno, sulla stessa definizione di Epì-zèphiri oppure Epì-zephìrii, con attenzione a morfologia, linguistica e metrica tra greco-antico, latino, greco classico ed italiano nella locride-trilingue. Un rispettoso, deferente ossequio Elio Valentino

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.