MAGNA GRECIA IONIO EXPRESS La battaglia delle associazioni per rendere la ferrovia ionica patrimonio dell’Unesco

LOCRI – «Molti mi definiscono un sognatore, un “don Chisciotte” che lotta contro i mulini a vento. In realtà sono un tipo molto tenace che crede nella cittadinanza attiva e nella forza di proposizione di idee e i grandi risultati finora ottenuti a difesa della ferrovia ionica lo dimostrano. Oggi eravamo in pochi ma di qualità. Ora ci attendiamo il sostegno dalla Regione Calabria alla nostra proposta progettuale».

Con queste parole, il docente dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria Domenico Gattuso ha concluso l’incontro che ha avuto luogo questa mattina al palazzo della Cultura di Locri, incentrato sull’esposizione della proposta progettuale “Ferrovia e cammino della Magna Grecia, patrimonio dell’umanità” tesa a ottenere il riconoscimento del percorso ferroviario che va da Taranto a Siracusa come patrimonio dell’Unesco, sulla scorta di altre esperienze europee come il cammino di Santiago e la via Francigena.

La proposta è affascinante e sostenibile, come spiegato dallo stesso Gattuso nella sua relazione, e poggia sull’idea di rimettere in sesto dei treni abbandonati per farne un “Magna Grecia Ionio Express” capace di percorrere una ferrovia ionica che fino a pochi anni fa era considerata da Trenitalia un “ramo secco” da tagliare, e che ora si può e si deve valorizzare, non solo conservando i treni ordinari e quelli a lunga percorrenza, ma creando altresì dei treni di lusso capaci di intercettare il turismo di persone facoltose e desiderose di visitare posti nuovi, in primis le innumerevoli risorse archeologiche disseminate su tutta la tratta ferroviaria ionica, accompagnandolo con un percorso pedonale sulla scia dell’antico Dromo, ovvero la “via veloce” dell’antichità sita a un chilometro dalla costa e che attraversa il centro storico delle nostre città rivierasche.

Gattuso ha aggiunto che «Il finanziamento pari a 500 milioni di euro di fondi europei destinati alla ferrovia ionica, non è un regalo del presidente Oliverio (tanto che ancora manca un progetto per realizzare il potenziamento, e va rivisto il contratto di servizio con le ex FS) ma è, piuttosto, frutto dell’impegno di cittadini e associazioni, oggi rappresentate, che hanno inteso invertire la tendenza e ora vogliono che la linea ferrata ionica sia sfruttata appieno, diventando un volano di sviluppo del territorio».

Secondo il docente della “Mediterranea” «Questi cittadini e queste associazioni rappresentano i protagonisti di una nuova stagione, che supera le logiche di vassallaggio della vecchia politica».

A fare gli onori di casa è stata l’assessore comunale alla Cultura Anna Sofia, che nel ricordare la ricchezza del patrimonio archeologico locrideo, ha auspicato la creazione di un tavolo di lavoro con la Regione Calabria per realizzare l’iniziativa, supportata dal successivo intervento del vescovo Francesco Oliva che ha definito la ferrovia essa stessa «Patrimonio dell’umanità», ricordando la partecipazione a molte iniziative di difesa della linea ionica.

Il sindaco di Palizzi Walter Scerbo, che ha portato il saluto istituzionale dopo quello dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Siderno Bianca Gerace, ha citato il suo esempio di lavori eseguiti a Palizzi dalle ferrovie dello Stato senza tenere in  considerazione il parere del Comune, denunciando una sorta di invadenza di RFI e Trenitalia, tanto da rendere difficile ogni forma di collaborazione nell’interesse della comunità rappresentata e del territorio.

L’incipit di apertura è stato dato dalla docente Maria Carmela Monteleone, presidente di Alfi e socio della deputazione di Storia Patria per la Calabria, mentre la dirigente delle ferrovie spagnole Esther Gonzalez ha raccontato un’esperienza analoga fatta nel suo Paese che ha portato uno sviluppo turistico di lusso sfruttando alcuni treni dotati di ogni confort.

Per il movimento “Energie dal Sud”, nato per supportare la richiesta di riconoscimento della ferrovia ionica come patrimonio dell’umanità Unesco, sono intervenute la docente Maria Ester Mastrogiovanni e l’archeologa Maria Teresa Iannelli, che ha elencato i numerosi beni artistici dello Stilaro che meritano di essere inseriti nella proposta progettuale esposta questa mattina.

Un progetto che è stato apprezzato anche dalla direttrice del museo archeologico nazionale di Locri e dell’antica Kaulon Rossella Agostino, mentre il blogger Giampiero Taverniti ha ricordato la sua esperienza di cittadinanza attiva tesa a diffondere, attraverso il web, le bellezze archeologiche e culturali della nostra terra.

A conclusione dei lavori, Gattuso ha detto che «Dobbiamo continuare questa battaglia con la massima tenacia, sperando di arrivare al riconoscimento Unesco o di andarci molto vicino, e non importa se passeranno tanti anni. Ciò che conta è non abbassare la guardia e andare avanti perché la nostra esperienza dimostra che i sogni si possono realizzare».

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