MAG – La ladra di libri

Prossima fermata “Lame”. Se la memoria di una mente troppo piena non inganna, l’idea di creare il movimento letterario nacque proprio lì, su un autobus della linea urbana di Bologna, un paio d’anni fa. La frase, apparentemente buttata lì senza pretese, è di Maria Antonella Gozzi, che a un certo punto della sua vita decide che la sua passione per i libri non debba rimanere un fatto personale, privato, ma debba essere condivisa col maggior numero di persone possibili.

“Voglio che si chiami “movimento letterario” perché non deve essere qualcosa di chiuso, riservato ai soliti gruppi, alle solite conventicole. Voglio che la cultura sia per tutti e amata con passione da tutti”.

L’idea non concluse la sua corsa con quella dell’autobus. Anzi, proseguì. Tanto che qualche settimana dopo, il “movimento letterario” iniziò la sua attività. In punta di piedi, come fa chi sa di non dover sgomitare per farsi apprezzare, e sa che non si scelgono scorciatoie per potersi realizzare. Si deve studiare, studiare e studiare. Animati dal motore della passione, illuminati dal sacro fuoco dell’arte, spinti dalla forza dell’amore assoluto e di quello per la lettura.

Siderno, agosto 2016. Si comincia con la prima presentazione. Un tratto di pennello tenue colora una meravigliosa notte dell’estate cittadina. MAG è l’acronimo dell’ideatrice del movimento letterario, che si arricchisce di un richiamo alla sua opera letteraria preferita “La ladra di libri”, la protagonista del romanzo “Storia di una ladra di libri” di Markus Zusak, in cui una giovane resistette agli orrori dell’oppressione nazista grazie soprattutto ai libri letti e salvati dai roghi di chi temeva che la diffusione della cultura potesse nuocere al disegno criminale che la “bestia umana” stava realizzando in Europa.

La strada antistante la pizzeria del cuore, l’Angoletto di Siderno, è chiusa al traffico. “Che meraviglia”, esclama MAG – d’ora in poi la chiamiamo solo col suo acronimo – nel vedere la splendida coreografia predisposta dall’amica Alessia Ferraro, titolare della pizzeria. Ai lati della platea le opere di quattro pittori del posto; gli intermezzi con la musica dello straordinario cantautore Fabio Macagnino; davanti gli amici pronti per la “prima”; di fianco, Anna Burgio,  l’autrice del primo libro presentato “Di schiena” che narra la storia di Jeanne, l’amante di Amedeo Modigliani. Gli editori di “Città del Sole”, Franco Arcidiaco e soprattutto Antonella Cuzzocrea, la prima a credere nelle potenzialità di MAG come divulgatrice culturale, capace di trasformare la propria sensibilità artistica in una risorsa. In quella serata c’è tutto il compendio di quello che sarebbe diventato, col passare dei mesi, un punto di riferimento per la diffusione della cultura del comprensorio. Letteratura, arti figurative, musica. Manca solo l’archeologia, ma quella arriverà naturalmente, col passare del tempo.

Viviamo in una terra meravigliosa. Complicata ma bellissima e piena di risorse culturali, da conoscere e fare conoscere. In maniera naturale e aperta, sdoganando la cultura – come una nostra amica ebbe a dire qualche tempo dopo – e rendendola fruibile anche a chi non è avvezzo alla partecipazione a eventi culturali.

Non è cultura se non arriva a tutti. E’ questo l’imperativo categorico che il movimento letterario si è dato fin dagli esordi.

E che cultura sia.

Col passare delle settimane, il movimento letterario è cresciuto, facendosi conoscere da molte persone, presentando libri di autori affermati e anche di qualche esordiente. Sempre con la stessa cura, la stessa passione, lo stesso entusiasmo. Perchè non si può presentare qualcosa che non si è prima letto, analizzato, sviscerato e soprattutto amato.

Una passione può e deve diventare un lavoro. Anche se gli indicatori economici sembrano dire che con la cultura non si campa. Invece no, la cultura è l’unica risorsa che in questa terra può creare sviluppo vero, serio e duraturo.

E non è un caso che nel corso di una delle numerose sessioni quotidiane su internet MAG arrivi a scoprire dell’esistenza del bando “Cultura Crea” del Ministero dei Beni Culturali, che incentiva chi sviluppa idee innovative nell’ambito culturale nelle regioni del Sud.

Detto fatto. L’idea di mettere in rete per sviluppare le risorse culturali della Locride è buona, va sviluppata. E soprattuto va supportata.

I mesi che seguono sono di grande passione. La pratica impone tempi serrati, adempimenti ferrei e poco spazio all’improvvisazione.

Il locale scelto per la sede non è causale: limita infatti con la sterminata e prestigiosa biblioteca del compianto Giuseppe Errigo “‘u Babbù”, scrittore, politico e amministratore della Siderno bella e gentile che fu.

Serve un sito internet funzionale al progetto.

Serve sviluppare una idea per la base logistica, e allora ci si ricorda del genio creativo degli amici. Già, perché Fabio Macagnino oltre a essere un cantautore è architetto, e disegna quella che sarà la casa della cultura della nostra terra. Uno spazio dove sentirsi a proprio agio e sviluppare idee, farle viaggiare sui binari della creatività e offre supporto ad autori, editori e a chiunque abbia idee per diffondere la cultura in maniera spontanea, aperta e fuori dagli schemi ingessati di un tempo.

Detto fatto.

L’idea viaggia in tandem tra Macagnino e il collega Domenica Lia, brillante architetto che coniuga il gusto del bello col pragmatismo dell’ingegnere e la quadratura dei conti di un economista.

Ci siamo, arriva il momento di aprire.

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