FRANCESCO SGAMBELLURI e la rigorosa arte del violino

Nel panorama musicale locrideo non c’è solo il terzinato, rivisitato e non. La scena artistica del nostro territorio, infatti, conta anche dei musicisti con alle spalle un solido e importante percorso di formazione, ed esperienze nella musica da camera, nelle orchestre e, da qualche tempo, sperimentazioni nel mondo della fusion, rivisitata da atmosfere e sonorità mediterranee.

E’ il caso del giovane violinista Francesco Sgambelluri, da diversi lustri appassionato e apprezzato musicista, che iniziò a suonare a nove anni, sotto la guida del maestro Italo Frascà.

Una promessa mantenuta, quella di Sgambelluri, che prosegue la scuola dell’obbligo scegliendo una media inferiore a indirizzo musicale, per poi diplomarsi al conservatorio “Cilea” di Reggio Calabria.

Successivamente, frequenta un corso di perfezionamento col maestro Stefano Pagliari, allora primo violino del teatro “La Scala” di Milano, per poi seguire un corso triennale di perfezionamento all’insegnamento della musica e uno biennale per insegnare strumento musicale, che gli vale la cattedra alla scuola media di Monasterace.

Dopo aver studiato composizione, improvvisazione e arrangiamento, Francesco Sgambelluri partecipa all’orchestra del “Cilea”, suona il violino nel tour internazionale dei “Quartaumentata” e collabora col chitarrista Francesco Loccisano.

Fino all’odierna emancipazione dagli schemi musicali tradizionali, che lo porta, la scorsa estate, a fondare il gruppo dei Sound Trip, composto, oltre che da lui al violino, dai tastieristi Gianfranco Ozzimo e Ludovico Romeo, con la partecipazione straordinaria del bassista Peppe Platani, anima dei “Quartaumentata”.

Nel corso dell’incontro in cui il violinista sidernese è stato ospitato nella nostra sede, Sgambelluri ha parlato a lungo con noi del suo modo di intendere la musica e dell’esigenza di questo territorio di rendere un’offerta artistica che vada oltre i generi “mainstream” e sia capace di elevarsi, diventando punto di incontro di altri musicisti con alle spalle percorsi di alta scolarizzazione musicale.

«Sarebbe bello – ha detto Francesco Sgambelluri – partire dall’emancipazione della musica tradizionale, seguendo percorsi di evoluzione autentica. L’unico gruppo che, a mio avviso, ci ha pensato, sono stati i Quartaumentata, utilizzando la tarantella come elemento di contorno, che andava sviluppato guardando a scenari artistici diversi. Purtroppo, successivamente si è verificato l’opposto e molti gruppi hanno rimesso la tarantella al centro, aggiungendo una sezione ritmica composta da basso elettrico e batteria per rendere il genere più fruibile all’orecchio dei contemporanei. Mi auguro che, sebbene non vedo grandi segnali in tal senso da parte dei musicisti del comprensorio, che un giorno la nostra musica possa emanciparsi e raggiungere palcoscenici internazionali, come accade, ad esempio, per il flamenco».

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