PIRAMIDI La musica rock “nuda e cruda” di Luciano Panama

Il cantautore messinese Luciano Panama  ha pubblicato lo scorso autunno il primo album da solista “Piramidi” dopo l’esperienza come front-man degli Entourage.

Una musica “nuda” (come recita il ritornello della traccia 3 “L’osservatore”) e cruda: rock e atmosfere anni ’90, con testi che, sebbene a un primo ascolto non appaiano trascendentali, si apprezzano meglio con la riproduzione ripetuta.

Più immediata la musica, in linea con la copertina dell’album: uno “skyline” di una città metropolitana come quello di Manhattan. Rock essenziale ed esistenziale, come nel caso di “Le ossa”, prima traccia e singolo che ha anticipato l’uscita dell’album in cui chitarra, basso e batteria sono un tutt’uno con la voce di Panama, che invece risalta meglio nelle atmosfere oniriche della traccia 2 “Man” e nella sensuale traccia 3 “L’osservatore”.

L’album cresce alla distanza, con la traccia 4 “Ti solleverò” che inizia come una ballad semiacustica per prendere direzioni inattese come il bel giro di basso finale. Già, le ballad. Sono quelle in cui Panama colpisce meglio al primo ascolto, come la romantica traccia 5 “Come aria” in cui la sua voce si addolcisce e viene modulata in maniera da ricordare il migliore Umberto Tozzi.

La traccia 6 “Gente del presente” è introspettiva all’inizio, ma sfocia in un ritornello accattivante verso la fine, che entra in testa già dal primissimo ascolto.

Prima del gran finale c’è spazio per il riff aggressivo con cui si apre la traccia 7 “Hey my (all’improvviso)” che precede la traccia 8 – la nostra preferita – che s’intitola “Messina guerra e amore” con un testo più ricercato e una musica che nel finale si evolve in soluzioni imprevedibili tanto da ricordare i Pink Floyd di “Animals”.

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